Le Attività

Le Alte Vie, le loro varianti, i sentieri della valle sono alla portata di ogni discreto camminatore e non presentano particolari difficoltà. Le prime sono dotate di tabelle segnaletiche gialle che riportano, oltre al punto di stazione, direzioni, quote e tempi di percorrenza, vette e colli, laghi e rifugi.

A cura dell’Hostellerie vengono anche fornite cartine topografiche per ogni itinerario.

Di grande richiamo sono le proposte per gite lungo i sentieri del parco in mountain bike prenotabili presso l’Hostellerie. Tutti possono raggiungere mete suggestive e indimenticabili, come le alte praterie verdi intorno ai laghi alpini del Colle di Entrelor, valico per la Valle di Rhêmes; il rifugio Chabod, balcone sull’anfiteatro dei ghiacciai dell’Herbetet, di Montandayné, del Piccolo Paradiso, i pittoreschi laghi posti a specchio delle montagne che incoronano il colle del Nivolet; il rifugio Vittorio Emanuele II, base per l’ascensione al Gran Paradiso; il vallone di Leviona, dominio di camosci e stambecchi, sui declivi del Col Lauson che incombe sulla valle di Cogne, il bivacco Sberna, sulla cerniera rocciosa dei grandi ghiacciai ... e tante altre ancora.

Chi desidera essere accompagnato da una guida in grado di illustrare le caratteristiche dell’ambiente naturale, può richiederla tramite la direzione dell’Hostellerie, la quale mette anche a disposizione l’esperto di fauna e flora alpina, che in appositi incontri all’aperto illustra gli aspetti più singolari della natura montana. La guida diventa indispensabile quando si affrontano il Gran Paradiso, la Grivola, il Ciarforon, l’Herbetet, il Gran Serz, il Gran Nomenon, il Monciair, la Becca di Montandayné, per i quali la normale attrezzatura deve essere completata con corda, piccozza e ramponi.

Capita anche il giorno in cui si preferisce l’escursionismo ...su ruote. E allora andiamo a curiosare in un’altra valle, oppure a scoprire Aosta e i suoi 2000 anni di storia. Una cinquantina di Km ed eccoci, a scelta, al tunnel del M. Bianco o del Gran S. Bernardo, per raggiungere Chamonix, Chambery, Losanna, Ginevra...

Forma di escursionismo affascinante e completa: i monti della Valsavarenche e delle valli laterali dischiudono le più ampie possibilità di sperimentare sul terreno gli argomenti delle conversazioni preparatorie tenute nei prati dell’Hostellerie: morfologia e geologia alpina, fauna e flora, idrografia, meteorologia, alimentazione, pronto soccorso, equipaggiamento e orientamento. L’essenziale, s’intende: conta soprattutto l’aver conservato un pizzico dello spirito dei pionieri per rituffarsi in un mondo antico, cadenzato soltanto dai ritmi della natura e per ritrovare in noi stessi qualcosa che inavvertitamente stavamo perdendo e che forse può rendere migliore la nostra vita, forse il senso profondo del contatto umano, valore primario dell’alpinismo.

La più sana ed elementare attività sportiva, svolta per tutto l’arco del giorno, dove l’attraversamento di un ruscello sulla rozza passerella di assi, il riflesso lontano di un lago, il balzo di un camoscio fermato dalla macchina fotografica, hanno il sapore dei momenti irripetibili, che rivivono a sera nello stanzone del rifugio, che lasceremo all’alba, alla scoperta di un altro piccolo spicchio di mondo.

Aria, gioco e sole sono i loro amici naturali. È già molto, ma aggiungiamoci qualcosa. Una bella passeggiata va sempre bene e ce ne sono per tutti i gusti, adatte a soddisfare anche gli adulti: sentieri facili, manifestazioni di vita animale e vegetale, torrenti e laghi che costituiscono un richiamo irresistibile. Anche un picnic, proposto nella giornata giusta e nel posto giusto, condito con qualche gioco, è una piacevole attrattiva. Condensiamo la voglia di socializzare e gareggiare con iniziative sportive adatte, di mountain bike per i più grandicelli, ad esempio, con una frizzante discesa in slitta, o con una caccia al tesoro.., e il gioco è fatto.

E se riescono a fare le cose dei "grandi", perché no?

Il fotografo più appassionato e il cineamatore più esigente non possono pretendere di più: c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Nel vallone di Leviona a sorprendere la marmotta che si erge impettita e sospettosa sulla roccia, pronta a fischiare l’allarme o mentre fa timidamente capolino dalla tana per scoprire le intenzioni dell’intruso?

O nelle praterie intorno ai laghi, a zoomare sugli insetti ronzanti nel mosaico di una flora a tappeto?

O fra le rocce dell’Entrelor a osservare il "nero volo solenne" dell’aquila alla quotidiana ricerca di preda?

O sugli alti declivi cercando cautamente di incapsulare nel mirino quel branco di stambecchi intenti a brucare o il vecchio maschio solitario che rumina pigramente dietro un roccione?

E chissà che uno di voi non riesca un giorno e realizzare il suo scoop catturando l’immagine del camoscio albino, come quello che si aggirava al Nivolet qualche anno fa!

Con fotostaffetta più veloce del camoscio la vostra pellicola giungerà a fondovalle e in breve quel paio di corna imponenti che qualche ora prima si alzavano a falce sopra due occhi guardinghi, saranno pronte per l’album dei ricordi.

E a sera, mentre saremo comodamente seduti di fronte al piccolo schermo, la videocamera farà scorrere per tutti il racconto di una giornata ricca di episodi, di scoperte, di emozioni.

E, perché no, ad ammirare il Cervino dal Lago Blu, il M. Rosa da Gressoney, e da Courmayeur il M. Bianco che si può varcare con la funivia dei ghiacciai, l’ottava meraviglia del mondo?

Se c’intendiamo su certe definizioni, l’escursionismo può continuare tutto l’anno. Si chiamerà sci-alpinismo in primavera, trekking d’estate, passeggiata in autunno, sci di fondo d’inverno (a proposito: il prato dell’Hostellerie si trasforma, con la neve, in un campetto-scuola per i neofiti del fondo: per i più bravi basta spostarsi di un centinaio di metri per imboccare l’anello che corre per 8 km fra prati e boschi). Montagna e neve sono sicuri garanti del risultato, salvo qualche capriccio climatico. Ed è scontato perché siamo in montagna, ma sono sempre pronte le opzioni: tennis e piscina, ad esempio.

E che ne direste di assistere o, meglio ancora, partecipare a una prova di triathlon tutta speciale, che prende il volo dall’alto in parapendio, con atterraggio sulle sponde del torrente dove è pronto il gommone per la prova di rafting, giù, lungo le acque spumeggianti, pronti poi ad accostare dove le onde si acquietano per saltare in mountain bike e rientrare freschi e arzilli al piazzale dell‘Hostellerie ?

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