Il fotografo più appassionato e il cineamatore più esigente non possono pretendere di più: c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Nel vallone di Leviona a sorprendere la marmotta che si erge impettita e sospettosa sulla roccia, pronta a fischiare l’allarme o mentre fa timidamente capolino dalla tana per scoprire le intenzioni dell’intruso?

O nelle praterie intorno ai laghi, a zoomare sugli insetti ronzanti nel mosaico di una flora a tappeto?

O fra le rocce dell’Entrelor a osservare il "nero volo solenne" dell’aquila alla quotidiana ricerca di preda?

O sugli alti declivi cercando cautamente di incapsulare nel mirino quel branco di stambecchi intenti a brucare o il vecchio maschio solitario che rumina pigramente dietro un roccione?

E chissà che uno di voi non riesca un giorno e realizzare il suo scoop catturando l’immagine del camoscio albino, come quello che si aggirava al Nivolet qualche anno fa!

Con fotostaffetta più veloce del camoscio la vostra pellicola giungerà a fondovalle e in breve quel paio di corna imponenti che qualche ora prima si alzavano a falce sopra due occhi guardinghi, saranno pronte per l’album dei ricordi.

E a sera, mentre saremo comodamente seduti di fronte al piccolo schermo, la videocamera farà scorrere per tutti il racconto di una giornata ricca di episodi, di scoperte, di emozioni.

E, perché no, ad ammirare il Cervino dal Lago Blu, il M. Rosa da Gressoney, e da Courmayeur il M. Bianco che si può varcare con la funivia dei ghiacciai, l’ottava meraviglia del mondo?

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